Tra giovani, casa, ambiente e il futuro di Bologna, ad evidenziare le differenze tra i quattro candidati alle primarie del Pd per il sindaco di Bologna, andato in scena sulle frequenze di Radio Citta' del Capo, sono state soprattutto le diverse visioni sulle infrastrutture in cantiere in citta'. Flavio Delbono, vicepresidente del consiglio regionale, dice si' al metro, ''ma senza aspettare in eterno il finanziamento statale''.
Per questo, nel caso di dietrofront del Governo, ''dovremmo valutare soluzioni alternative, come l'estensione del People Mover''. Una proposta, quella di allungare la bretella aeroporto-stazione magari fino alla Fiera condivisa da Andrea Forlani, presidente del quartiere Santo Stefano, che ribadisce i suoi dubbi sul Civis: ''Ha bisogno di uno stop e di un serio ripensamento sul percorso'', spiega Forlani che sul metro mette in guardia dal pericolo di ''far ricadere il finanziamento sulle spalle dei cittadini''. Virginio Merola, assessore all'urbanistica in carica, invece, difende i progetti della 'sua' giunta: ''Il Civis va portato avanti: discutiamo da vent'anni sulla soluzione migliore, rinviare ancora sarebbe disastroso''. Sul metro, per Merola, e' meglio rimandare ogni discussione in attesa delle risposte del Governo, mentre per Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio provinciale, proprio ''sul metro c'e' un brutto clima'' e ''sul Civis meglio ascoltare la sovrintendenza, mantenendo pero' la barra della scelta gia' fatta''. Il confronto, durato quasi un'ora e mezzo, ha proposto poche schermaglie, nessuna polemica e molto fair play. Delbono vede una citta' in cui ''c'e' un senso di smarrimento e di assedio della comunita': io vorrei ricostruire un senso civico di partecipazione''. Da Merola, invece, largo ai giovani (''Siano protagonisti del cambiamento'') e un no definitivo a nuovi centri commerciali in favore del commercio diffuso. Forlani, invece, ha in programma un assessorato al futuro ''per superare, prendendo spunto dall'estero, quei problemi che a Bologna sembrano insormontabili''. Da Cevenini, infine, una stoccata al Prc (''Non si puo' dire che, via Cofferati, ora si puo' dialogare'') e un invito a valorizzare anche le ''attivita' culturali dei luoghi che non trovano i riflettori dei giornali''. Sfiorate, senza nominare il sindaco in carica, le difficolta' di dialogo tra Cofferati e la citta': ''Ognuno ha il suo carattere, valutare in astratto la conflittualita' del primo cittadino e' impossibile'', glissa Delbono che preferisce valorizzare le cose fatte e aggiornare il programma per il futuro. Merola, dal canto suo, rilancia e propone che ''il metodo di partecipazione usato in ambito urbanistico riguardi tutti i settori dell'Amministrazione'', ipotizzando l'introduzione del ''garante della partecipazione per verificare la rappresentativita' di tutte le forze in campo''. Il piu' duro e' Forlani che, piu' volte e su piu' tempi, auspica ''il percorso partecipato piu' ampio possibile'' e chiede alla macchina comunale di svecchiarsi: ''Hanno abitudini consolidate e non c'e' voglia di sperimentare cose nuove''.



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