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Andrea Forlani - News

Andrea Forlani risponde all’Ass. Ecologisti Democratici

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Ci interessa quindi sapere quali strategie proponete per contrastare l’emergenza qualità dell’aria, che influenza negativamente la salute e che, in larga misura, è determinata dal traffico veicolare privato, al pari della sicurezza stradale, che vede pedoni e ciclisti come utenti deboli della strada.

Ritengo, in generale, che le politiche mirate a contenere quanto più possibile l'uso dell'auto privata siano giuste e vadano confermate ed implementate.
Questo obiettivo, però, va perseguito attraverso modalità di dialogo e di convincimento coinvolgendo tutti i soggetti interessati.

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Radio Citta del Capo - 31 Ottobre, confronto a 4

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Tra giovani, casa, ambiente e il futuro di Bologna, ad evidenziare le differenze tra i quattro candidati alle primarie del Pd per il sindaco di Bologna, andato in scena sulle frequenze di Radio Citta' del Capo, sono state soprattutto le diverse visioni sulle infrastrutture in cantiere in citta'. Flavio Delbono, vicepresidente del consiglio regionale, dice si' al metro, ''ma senza aspettare in eterno il finanziamento statale''.

Per questo, nel caso di dietrofront del Governo,  ''dovremmo valutare soluzioni alternative, come l'estensione del  People Mover''. Una proposta, quella di allungare la bretella  aeroporto-stazione magari fino alla Fiera condivisa da Andrea  Forlani, presidente del quartiere Santo Stefano, che ribadisce i  suoi dubbi sul Civis: ''Ha bisogno di uno stop e di un serio ripensamento sul percorso'', spiega Forlani che sul metro mette  in guardia dal pericolo di ''far ricadere il finanziamento sulle  spalle dei cittadini''.   Virginio Merola, assessore all'urbanistica in carica, invece,  difende i progetti della 'sua' giunta: ''Il Civis va portato avanti: discutiamo da vent'anni sulla soluzione migliore,  rinviare ancora sarebbe disastroso''. Sul metro, per Merola, e'  meglio rimandare ogni discussione in attesa delle risposte del  Governo, mentre per Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio  provinciale, proprio ''sul metro c'e' un brutto clima'' e ''sul  Civis meglio ascoltare la sovrintendenza, mantenendo pero' la  barra della scelta gia' fatta''.    Il confronto, durato quasi un'ora e mezzo, ha proposto poche  schermaglie, nessuna polemica e molto fair play. Delbono vede  una citta' in cui ''c'e' un senso di smarrimento e di assedio  della comunita': io vorrei ricostruire un senso civico di  partecipazione''. Da Merola, invece, largo ai giovani (''Siano  protagonisti del cambiamento'') e un no definitivo a nuovi  centri commerciali in favore del commercio diffuso. Forlani, invece, ha in programma un assessorato al futuro ''per superare,  prendendo spunto dall'estero, quei problemi che a Bologna  sembrano insormontabili''. Da Cevenini, infine, una stoccata al  Prc (''Non si puo' dire che, via Cofferati, ora si puo'  dialogare'') e un invito a valorizzare anche le ''attivita'  culturali dei luoghi che non trovano i riflettori dei  giornali''.    Sfiorate, senza nominare il sindaco in carica, le difficolta'  di dialogo tra Cofferati e la citta': ''Ognuno ha il suo  carattere, valutare in astratto la conflittualita' del primo cittadino e' impossibile'', glissa Delbono che preferisce  valorizzare le cose fatte e aggiornare il programma per il  futuro. Merola, dal canto suo, rilancia e propone che ''il  metodo di partecipazione usato in ambito urbanistico riguardi  tutti i settori dell'Amministrazione'', ipotizzando  l'introduzione del ''garante della partecipazione per verificare  la rappresentativita' di tutte le forze in campo''. Il piu' duro  e' Forlani che, piu' volte e su piu' tempi, auspica ''il  percorso partecipato piu' ampio possibile'' e chiede alla  macchina comunale di svecchiarsi: ''Hanno abitudini consolidate  e non c'e' voglia di sperimentare cose nuove''.

 

Le Primarie, un bene comune

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Finalmente un metodo nuovo, trasparente e democratico per individuare i candidati a cariche elettive!
Le primarie consentono la valorizzazione delle idee e del pluralismo culturale interno, così come la partecipazione democratica delle persone. Sono un'opportunità straordinaria che non bisogna perdere o sciupare in sterili contrapposizioni interne al partito, utili solo per contarsi e ripartirsi i rispettivi posizionamenti.
È tempo che le primarie siano un normale strumento di selezione politica e che non vengano più guardate con timore o diffidenza quando non sono controllate dalle segreterie dei partiti. Ed è anche tempo che la discussione politica diventi libera e franca: il dialogo non è infatti scambio di parole vuote, ma confronto di idee, progetti e convinzioni.
Sono perciò quattro i principi che governano lo spirito delle primarie, e che dovrebbero essere condivisi da chi vi partecipa:
  •  avere opinioni diverse non significa essere «nemici» o, peggio, «collusi» con il nemico;
  •  è possibile applicare metodi di scelta limpidi e fondati sulle idee e sui progetti;
  •  è possibile discutere alla luce del sole e non in segrete stanze;
  •  è possibile lasciare ai cittadini la decisione finale.